Meno giovani, più inattivi, talenti che emigrano. È la tripla emergenza che rischia di indebolire il futuro dell’Italia. Entro il 2050 il nostro Paese avrà 1,7 milioni di giovani under 35 in meno, mentre negli ultimi dieci anni sono espatriati 170mila giovani laureati. E oggi sono 1,526 milioni i giovani inattivi tra i 25 e i 34 anni, pari al 24,7% della popolazione di questa fascia d’età. Sono i dati presentati oggi da Confartigianato alla Convention annuale dei Giovani Imprenditori, che mostrano gli effetti della ‘glaciazione demografica’ e i rischi che si trasformi in una crisi di competenze e capacità imprenditoriale. L’Italia avrà meno giovani e rischia di perdere quelli con livelli di qualificazione più elevati.
Secondo le rilevazioni di Confartigianato, tra il 2025 e il 2050 i giovani in età lavorativa diminuiranno del 18,8%, con un calo del 13% al Centro-Nord e del 29,8% nel Mezzogiorno dove verranno a mancare 953mila giovani under 35.
A rendere ancora più critica la situazione è la difficoltà di trasformare il potenziale delle nuove generazioni in partecipazione al mercato del lavoro. Nel 2025 il tasso di occupazione degli under 35 in Italia è stato del 43,9%, contro il 60,2% della media dell’Unione europea, il valore più basso tra i Paesi Ue. E ancora, nella fascia 25-34 anni, gli inattivi sono 1,526 milioni: tra loro 406mila sono laureati, di cui 244mila donne. Anche in questo caso l’Italia ha il record negativo in Europa.
Inoltre, tra il 2016 e il 2025, 170mila giovani laureati tra i 25 e i 34 anni hanno lasciato l’Italia e ne sono rientrati 53mila. Il saldo netto rimane negativo per 117mila giovani laureati espatriati, una perdita media di circa 32 talenti al giorno.
È da questo scenario che nasce il Manifesto «Generazione Artigiana», presentato oggi a Roma dai Giovani Imprenditori di Confartigianato. Un documento di impegni che punta a restituire ai giovani la possibilità concreta di scegliere e costruire il proprio futuro nei territori di appartenenza, attraverso formazione, lavoro, innovazione e impresa.
Alle proposte dei Giovani Imprenditori di Confartigianato risponde il Ministero dell’Istruzione e del Merito con un Protocollo d’intesa sottoscritto oggi alla Convention dal Ministro Giuseppe Valditara e dal Presidente di Confartigianato Marco Granelli.
L’obiettivo è rafforzare il raccordo tra sistema educativo e mondo delle imprese artigiane e delle PMI, attraverso il potenziamento della formazione scuola-lavoro, dell’orientamento, delle attività laboratoriali e delle esperienze dirette in azienda.
“Noi riteniamo – ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – che gli imprenditori, gli artigiani debbano poter entrare nelle scuole per far capire la bellezza e l’importanza sociale di quello che fanno. Devono essere gli alfieri, gli ambasciatori di una grande impresa del Made in Italy, di un’impresa che sa creare benessere e prosperità. Penso che questo protocollo ci aiuti parecchio, aiuti i nostri giovani a fare scelte adeguate di carriera professionale, di futuro. Dobbiamo far conoscere alle famiglie le potenzialità straordinarie che il mondo dell’artigianato offre”.
«Con il manifesto “Generazione Artigiana” – ha sottolineato il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Riccardo Porta – diciamo al Paese che noi ci siamo, che sappiamo che ci sono delle difficoltà ma che ogni giorno cerchiamo di affrontarle. Abbiamo posto dei pilastri che sono i nostri valori, quindi la comunità, l’innovazione, la responsabilità, la passione, l’innovazione, la restanza, la capacità di stare nei nostri territori ma da cittadini del mondo e nel farlo ci siamo presi la responsabilità di impegni misurabili, reali, perché siamo anche la generazione che vuole concretezza, che ritiene che il futuro sia oggi e vogliamo costruirlo tutti insieme. Il Protocollo d’intesa tra Confartigianato e il Ministero dell’Istruzione e del Merito è molto significativo perché è un atto concreto attraverso il quale la nostra Confederazione va incontro alle nuove generazioni raccontando la bellezza del lavoro artigiano, la bellezza di fare impresa, con una comunicazione positiva, volta a far riscoprire la passione per il nostro lavoro e quindi ad aiutare i giovani a scegliere consapevolmente di rimanere in Italia per realizzare qualcosa di bello. Il nostro Manifesto “Generazione Artigiana” e il Protocollo con il MIM – ha aggiunto Riccardo Porta – si integrano per offrire soluzioni operative: avvicinare scuola e lavoro, orientare prima e meglio, far conoscere ai giovani le opportunità dell’impresa artigiana e rafforzare i percorsi tecnici, professionali e tecnologici. L’obiettivo comune è realizzare un collegamento più forte tra talento, formazione, impresa e territorio, perché la sfida demografica non si traduca anche in una perdita di competenze, imprese e capacità produttiva. Scegliere, restare, innovare e fare impresa sono la direzione indicata dalla “Generazione Artigiana”: una prospettiva nella quale scuola e mondo produttivo sono chiamati a dialogare più strettamente per dare ai giovani strumenti, competenze e opportunità per costruire il proprio futuro».

