“Si poteva fare di più. Ci si saremmo aspettati uno sforzo maggiore da parte delle amministrazioni locali per alleviare un po’ la pressione fiscale su imprese e cittadini”. Il segretario di Confartigianato Imprese di Viterbo, Andrea De Simone, commenta così, con rammarico, la decisione dell’amministrazione comunale di Viterbo e di quelle di altri centri della Tuscia di non aderire alla rottamazione quinquies, la misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026 che avrebbe consentito ai comuni del territorio di introdurre forme di definizione agevolata delle posizioni affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione fino al 31 dicembre 2023. Una possibilità che avrebbe riguardato tributi locali come Imu e Tari e che avrebbe consentito a cittadini e imprese di regolarizzare la propria posizione attraverso l’abbattimento delle sanzioni e degli interessi maturati, mantenendo integralmente dovuto il pagamento del tributo originario.
“Dispiace constatare che il Comune di Viterbo e altri enti abbiano scelto di non utilizzare uno strumento che avrebbe potuto rappresentare un aiuto concreto per molte famiglie e molte attività economiche del territorio – spiega ancora De Simone –. È importante chiarire che non stiamo parlando di un condono né di una sanatoria che avrebbe premiato chi non paga le tasse. Le quali, infatti, sarebbero comunque rimaste integralmente dovute. La misura inserita nelle Legge di Bilancio 2026 prevede in realtà esclusivamente la cancellazione delle sanzioni e degli interessi, consentendo ai contribuenti di mettersi in regola in maniera più sostenibile”.
Secondo il segretario di Confartigianato, il provvedimento avrebbe rappresentato una risposta concreta alle criticità che molte imprese e famiglie hanno attraversato negli ultimi anni. “Non possiamo dimenticare gli effetti della pandemia, l’aumento dei costi energetici, l’inflazione e le difficoltà che hanno colpito il tessuto produttivo locale – prosegue De Simone –. Molte aziende, specie quelle più piccole, pur avendo sempre avuto la volontà di adempiere ai propri obblighi fiscali, si sono trovate a fare i conti con una situazione straordinaria. Idem le famiglie. Offrire la possibilità di rientrare dai debiti eliminando sanzioni e interessi avrebbe rappresentato un segnale di attenzione e vicinanza verso chi produce ricchezza, occupazione e sviluppo sul territorio”.
Per l’associazione di categoria, la definizione agevolata avrebbe potuto favorire anche una maggiore efficacia nella riscossione delle entrate comunali. “La rottamazione quinquies è una misura equilibrata – conclude il segretario di Confartigianato Viterbo –, capace di coniugare il recupero delle somme dovute con le esigenze della comunità. Si poteva fare di più ed è un peccato che, da Viterbo ad altre aree della Tuscia, questa opportunità non sia stata colta”.

