“Non possiamo non intervenire di nuovo sulla vicenda della ciclabile a via della Pila, dopo la nuova nota inviata dal comitato di esercenti e residenti della zona che hanno raccolto quasi 1300 firme per la sua rimozione: come Confartigianato esprimiamo di nuovo profondo rammarico per il metodo oltranzista seguito dall’amministrazione comunale di Viterbo, che senza confronto ha modificato la viabilità di via della Pila per far spazio al cordolo di una ciclabile che invade lo spazio dei pedoni, in un’area nella quale operano numerose imprese commerciali e artigiane che, fin dall’avvio dell’intervento contestato, hanno manifestato forti preoccupazioni per le ricadute sulle proprie attività e, di conseguenza, sugli incassi”. Lo afferma il segretario di Confartigianato Imprese Viterbo, Andrea De Simone.
“Dispiace che, a differenza di quanto avvenuto in altre occasioni e su altri temi, da Palazzo dei Priori nessuno abbia ritenuto opportuno condividere preventivamente con le associazioni di categoria una scelta destinata a incidere così profondamente sulla vita economica e sociale del quartiere – aggiunge -. Un confronto preventivo avrebbe, infatti, probabilmente consentito di individuare soluzioni capaci di coniugare le esigenze della mobilità sostenibile, a cui siamo assolutamente favorevoli ma nelle modalità e nei luoghi adeguati, con quelle delle imprese, dei residenti e della viabilità”.
“Ancora più sorprendente è stato constatare come nessun esponente della maggioranza comunale, di solito onnipresente, abbia inteso partecipare agli incontri pubblici promossi dai residenti e dagli esercenti di via della Pila – sottolinea De Simone -, nonostante una protesta che, nel corso delle settimane, ha raccolto centinaia di firme e richiesto ripetutamente un momento di ascolto e confronto con l’Amministrazione Frontini. Un’assenza che dispiace e che appare difficilmente conciliabile con quel metodo partecipativo e di raffronto con i cittadini che i movimenti civici hanno sempre indicato come uno dei propri tratti distintivi”.
A rendere il clima ancora più difficile hanno contribuito anche alcune dichiarazioni di amministratori comunali. “Dopo le esternazioni dei consiglieri Gnignera e Urbani, giudicate da molti cittadini offensive nei confronti di chi esprimeva legittime preoccupazioni, sono arrivate anche le parole dell’assessore Emanuele Aronne – incalza il segretario di Confartigianato Viterbo -, che ha paragonato le contestazioni alla ciclabile di via della Pila a quelle che accompagnarono la costruzione della Torre Eiffel. Un paragone che può anche avere l’intento di difendere la bontà dell’intervento, ma che rischia di apparire fuori luogo rispetto alle difficoltà concrete segnalate quotidianamente da residenti e operatori economici. Le imprese chiedono ascolto e risposte, non ironia né accostamenti suggestivi. Il Comune di Viterbo continua a sostenere che la nuova configurazione di via della Pila abbia migliorato la sicurezza di pedoni e ciclisti. Tuttavia, gli esercenti e i residenti continuano a segnalare una realtà diversa: una viabilità resa più complessa, percorsi molto più lunghi per raggiungere le proprie abitazioni, una significativa riduzione della facilità di accesso alle attività commerciali e situazioni di potenziale pericolo determinate dai frequenti ingressi di veicoli contromano nel tratto interessato dalla nuova disciplina della circolazione. Segnalazioni che meritano di essere verificate con attenzione e non liquidate come semplici resistenze al cambiamento”.
“Confartigianato Imprese di Viterbo ribadisce di non essere pregiudizialmente contraria agli interventi per favorire la mobilità sostenibile – conclude il segretario De Simone -. Al contrario, ritiene che tali opere possano rappresentare un valore aggiunto quando sono progettate attraverso un reale percorso di partecipazione e quando riescono a conciliare sicurezza, accessibilità, utilità reale e tutela del tessuto economico locale. Proprio questo confronto in questa vicenda è mancato. Se davvero, poi, l’obiettivo prioritario dell’amministrazione comunale è quello di aumentare la sicurezza dei pedoni, Confartigianato invita il Comune a intervenire con la massima urgenza sul semaforo di viale Raniero Capocci, inattivo ormai da circa un mese. In quel punto, infatti, il rischio per chi attraversa la strada è concreto e quotidiano e il ripristino dell’impianto dovrebbe rappresentare una priorità assoluta”.

